Teodoro, di stirpe romana, al regale banchetto dei
sovrani Cuniperto ed Ermelinda, promette di condurre a corte, come
damigella della regina, la figlia Teodote. Educata dal grammatico
Felice, viene cresciuta dalla madre secondo i principi della romana
stirpe. Dopo essere stata accolta nel palazzo regio, diventa fedele
confidente, e viene notata dal re. Durante una battuta di caccia nelle
campagne circostanti la reggia, a cui partecipa tutta la corte, Cuniperto
decide di mettere in opera un inganno: ritorna furtivamente a Pavia
e, complice il fedele Vigalf, abusa della giovane Teodote. L'ancella
fuggirà in convento dove resterà segregata fino alla morte, avvenuta
intorno al 735 nel monastero da lei rinnovato.
"Bella di forma e d'animo, avea bionda la folta chioma che solo
legata di un nastro le cadea lungo le spalle; celesti le pupille
che movea soavi e modeste, serena la fronte, e di tutta grazia la
simpatica linea del volto, sul quale fra un gentile candore traspariva
un lieve colore di rosa che le infiorava le guance. Sul labbro le
sedea non il sorriso, non un severo ritegno, ma quella quiete che
accenna le caste virtù del cuore: queste le diffondeano sulle angeliche
sembianze un santo pudore, che a un tempo a riguardarla movea dall'animo
i sospiri e un dolce ossequio."
(Biografia di Defendente Sacchi)